Una casella non compilata può costare milioni. Negli appalti pubblici la prevenzione legale vale più di un ricorso.

Molte imprese vengono escluse dalle gare pubbliche non perché prive dei requisiti richiesti o perché abbiano presentato un’offerta meno competitiva, ma per errori solo apparentemente formali: una dichiarazione incompleta, un dato omesso o, semplicemente, una casella lasciata in bianco.

Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici ha reso ancora più rigorosa questa disciplina. L’art. 108, comma 9, del D.Lgs. n. 36/2023 prevede infatti che l’offerta economica debba contenere l’indicazione dei costi della manodopera e degli oneri aziendali per la sicurezza, stabilendo espressamente che la loro omissione comporta l’esclusione dalla gara. La Corte costituzionale ha confermato il carattere inderogabile di tale previsione.

A ciò si aggiunge l’art. 101 del Codice, che limita il ricorso al soccorso istruttorio: eventuali omissioni o carenze dell’offerta economica non possono essere sanate successivamente. In altre parole, ciò che manca al momento della presentazione dell’offerta non può essere integrato dopo la scadenza del termine.

La giurisprudenza amministrativa si sta consolidando in questa direzione, riconoscendo la piena legittimità dei provvedimenti di esclusione quando essi costituiscono la diretta applicazione della normativa e della lex specialis di gara.

In questi casi, l’errore più grave è spesso quello di confidare che un ricorso al TAR possa risolvere la situazione. Se l’esclusione è conforme alla legge e alle regole della procedura, le probabilità di successo sono ridotte e il contenzioso rischia di tradursi in un ulteriore aggravio economico, derivante sia dai costi della difesa sia dalla possibile condanna alle spese di giudizio.

La tutela dell’impresa inizia, invece, molto prima del deposito di un ricorso. Inizia con l’analisi del bando, della lex specialis, della documentazione amministrativa e dell’offerta economica, al fine di individuare preventivamente omissioni o criticità che potrebbero compromettere la partecipazione alla gara.

L’assistenza di un avvocato specializzato in diritto degli appalti pubblici non deve essere considerata esclusivamente come uno strumento di difesa processuale, ma come un’attività di prevenzione del rischio. Un controllo preventivo della documentazione può evitare esclusioni irreversibili, tutelare l’investimento sostenuto dall’impresa e aumentare le concrete possibilità di aggiudicazione.

Negli appalti pubblici, il miglior ricorso è spesso quello che non si rende necessario.

Per questo motivo è consigliabile sottoporre la documentazione di gara ad una verifica legale, ad un avvocato esperto in materia, prima della presentazione dell’offerta. Un investimento contenuto nella fase preventiva può evitare la perdita di opportunità economiche di rilevante valore e ridurre sensibilmente il rischio di contenziosi dall’esito incerto.

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