1. Assenza ingiustificata del lavoratore subordinato
In questa sede affrontiamo brevemente il tema delle assenze ingiustificate del lavoratore subordinato, analizzando cosa può fare il datore di lavoro – o il titolare di un istituto investigativo su mandato – per tutelare sé stesso e il proprio committente, e quali siano le conseguenze giuridiche legate a tale condotta.
2. Quando si configura un’assenza ingiustificata
Si ha un’assenza ingiustificata quando un dipendente non si presenta al lavoro, oppure abbandona il posto, senza fornire alcuna motivazione o senza darne comunicazione al datore di lavoro. Si tratta, dunque, di un’assenza priva di giustificazione formale, che risulti volontaria, prolungata (in base a quanto previsto dal CCNL di riferimento) e senza alcun contatto con l’azienda.
Tale comportamento può generare danni rilevanti per il datore, sia sul piano della continuità produttiva sia sul piano organizzativo. La situazione si aggrava in caso di assenza reiterata o strategicamente finalizzata ad ottenere un licenziamento per accedere a misure assistenziali come la NASpI.
3. Dimissioni per fatti concludenti: il precedente del Tribunale di Udine
Una pronuncia significativa in materia è quella del Tribunale di Udine, con sentenza n. 20 del 27 maggio 2022, che ha riconosciuto come una prolungata assenza ingiustificata, accompagnata dalla manifesta volontà del lavoratore di non rientrare più in servizio, possa configurarsi come dimissione per fatti concludenti. In tale scenario, il rapporto di lavoro si intende risolto per effetto della condotta stessa del dipendente, con conseguente esclusione dell’obbligo, per il datore, di attivare il procedimento disciplinare e sostenere i relativi costi.
Questa interpretazione è stata successivamente recepita dal legislatore con la Legge 13 dicembre 2024, n. 203, che ha formalizzato la possibilità di considerare dimissionario di fatto il lavoratore che si assenti ingiustificatamente per più di 15 giorni di calendario, o per il periodo superiore eventualmente previsto dal contratto collettivo. La norma prevede che il datore, decorso tale termine, possa comunicare l’assenza all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) per l’avvio della verifica.
4. Cosa deve fare il datore di lavoro in caso di assenza ingiustificata?
Di fronte a un’assenza ingiustificata, il datore di lavoro deve agire in modo tempestivo e documentato. Le azioni consigliate sono:
- Verificare l’assenza e la mancata comunicazione da parte del lavoratore. È fondamentale raccogliere ogni elemento utile (e-mail, messaggi, eventuali richieste rifiutate).
- Valutare quale procedura attivare, tra:
- dimissioni per fatti concludenti, in presenza di un’assenza prolungata oltre i limiti di legge/CCNL, previa comunicazione all’INL;
- procedimento disciplinare, nei casi in cui l’assenza non superi i termini previsti o non risulti inequivocabilmente abbandonica.
- Coinvolgere figure professionali: qualora vi siano dubbi sull’effettiva volontarietà dell’assenza o sulla presenza di eventuali cause legittimanti (es. motivi di salute), molte aziende scelgono di affidarsi a investigatori privati per acquisire prove lecite a supporto della propria posizione.
- Conservare tutta la documentazione, incluse contestazioni, comunicazioni inviate e riscontri ricevuti. Questo è essenziale in caso di impugnazione da parte del lavoratore o di controllo ispettivo.
Una gestione accorta della fase iniziale consente non solo di contenere il danno economico e organizzativo, ma anche di prevenire l’apertura di contenziosi o di ispezioni per omissioni procedurali.
5. Cosa si rischia per assenza ingiustificata?
L’assenza ingiustificata costituisce illecito disciplinare e può dar luogo a sanzioni progressive, in base alla gravità e alla durata del comportamento:
- ammonimento verbale o scritto;
- trattenuta economica;
- sospensione dal servizio;
- licenziamento disciplinare per giusta causa.
Nei casi più gravi, e come previsto dalla normativa vigente, l’assenza può condurre alla risoluzione del rapporto per dimissioni implicite, con perdita del diritto alla NASpI da parte del lavoratore e assenza di obbligo di preavviso o indennità per il datore.
Oltre agli effetti sul piano del rapporto lavorativo, il comportamento può comportare rilevanti conseguenze reputazionali per il lavoratore, specie in ambiti altamente professionali o soggetti a responsabilità fiduciaria. D’altro canto, il datore che non gestisca correttamente la procedura può esporsi a contestazioni legali, annullamenti del licenziamento o, in caso di omissioni formali, a sanzioni amministrative.
6. Investigazioni private e raccolta delle prove
Alla luce delle problematiche esposte, diventa fondamentale acquisire elementi probatori chiari e oggettivi che dimostrino la volontarietà dell’assenza e l’assenza di motivazioni legittime. In questo contesto, molte aziende decidono di avvalersi dell’intervento di un investigatore privato, con il compito di reperire legittimamente fonti di prova a sostegno del datore di lavoro.
L’investigatore potrà infatti documentare la condotta del dipendente e, se del caso, supportare la tesi delle dimissioni per fatti concludenti, in linea con quanto indicato dalla più recente giurisprudenza. Ciò consente al datore di evitare inutili aggravi di spesa e tempi procedurali, agendo in modo proattivo e nel rispetto della normativa vigente.
7. Affidati a una consulenza legale preventiva
Come evidenziato, il fenomeno dell’assenza ingiustificata deve essere affrontato con strumenti adeguati, un approccio tempestivo e la piena consapevolezza delle recenti evoluzioni normative e giurisprudenziali. Oggi, grazie al riconoscimento delle dimissioni implicite per fatti concludenti, il datore dispone di una tutela ulteriore rispetto al passato, purché siano rispettati i requisiti formali e sostanziali previsti.
Lo Studio Legale Gobbi Negro Piazza & Partners è a disposizione per assistere datori di lavoro, istituti investigativi e consulenti del lavoro nella corretta gestione di queste fattispecie, offrendo consulenza legale personalizzata, supporto nella redazione delle comunicazioni all’INL, assistenza nei procedimenti disciplinari e analisi del rischio legale.





