Patti parasociali: guida strategica per manager e CEO

Patti parasociali: cosa sono e a cosa servono

I patti parasociali sono accordi strategici tra soci che regolano diritti e obblighi oltre lo statuto societario, garantendo stabilità e governance. Scopri cosa sono, le tipologie, i vantaggi e come redigerli correttamente per la tua azienda.

1. Cosa sono i patti parasociali?

I patti parasociali sono accordi stipulati tra alcuni soci di una società per regolare aspetti specifici della gestione societaria o rapporti reciproci. Questi accordi, che esulano dallo statuto societario, sono strumenti di natura contrattuale; quindi, vincolanti solo per le parti che li sottoscrivono, e non per la società in quanto entità giuridica. L’obiettivo principale è garantire stabilità nella gestione aziendale, proteggere interessi comuni tra i soci e prevenire conflitti interni. Tuttavia, la loro validità è soggetta a limiti temporali e giuridici definiti dalla normativa vigente.

Questi accordi differiscono dallo statuto societario per la loro natura giuridica e per l’ambito di applicazione. Lo statuto è infatti un documento ufficiale e vincolante per la società e per i soci, rientra negli atti costitutivi e viene pubblicato nel registro delle imprese mentre i patti parasociali sono accordi privati stipulati tra i soci e non rientrano nella documentazione ufficiale.

Sul piano applicativo lo statuto è da intendersi come la Carta Costituzionale di una società che ne regola il funzionamento e l’organizzazione interna. I patti sono invece accordi particolari che riguardano soltanto i rapporti tra i soci. Diversa è anche la vincolatività tra i due istituti giuridici perché lo statuto vincola tutti i soci, i patti parasociali vincolano soltanto coloro che li hanno sottoscritti.

Il quadro normativo è definito principalmente dagli art. 2341 bis e 2341 ter del Codice civile. L’art. 2341bis regola i patti nelle società per azioni specificando che questi possono riguardare:

  • L’esercizio del diritto di voto
  • Le limitazioni al trasferimento di azioni o partecipazioni
  • L’esercizio di un’influenza dominante sulla società

I patti parasociali non possono avere una durata superiore a cinque anni, salvo rinnovo. Se non è specificata una durata, ogni contraente può recedere con un preavviso di 180 giorni.

L’articolo 2341-ter stabilisce che i patti sono soggetti a pubblicità solo nel caso di società quotate, caso nel quale devono essere trasmessi alla CONSOB.

2. A cosa servono i patti parasociali?

I patti parasociali servono a regolare rapporti tra i singoli soci di una società per stabilire obblighi e diritti reciproci. Possono quindi riguardare la governance aziendale, decidendo chi ha diritto a nomine o a incarichi specifici, possono regolare il trasferimento di quote o azioni tra i soci, disciplinare l’equilibrio decisionale tra questi o definire obiettivi comuni tra soci o gruppi di soci.

Volendo sintetizzare si può dire che tali patti sono molto utili in contesti nei quali esiste il rischio di conflitti o per garantire una coerenza nelle decisioni aziendali.

 

3. Qual è la differenza tra patti parasociali e clausole statutarie?

Patti parasociali e statuto societario vanno in due direzioni diverse e rispondono a esigenze diverse. Lo statuto societario vale “erga omnes”, cioè sia nei confronti di terzi, sia verso i soci perché ha natura pubblica, essendo soggetto a deposito presso il registro delle imprese. Le clausole statutarie regolano la struttura generale della società e sono permanenti, possono cioè essere modificate solo mediante una delibera assembleare.

I patti parasociali hanno invece valenza esclusiva tra chi li sottoscrive, non producono effetti nei confronti di terzi e hanno quindi una durata limitata.

4. Quali sono le principali tipologie?

All’interno delle società, i patti parasociali possono assumere diverse forme, a seconda degli obiettivi dei soci e delle esigenze di governance. Questi accordi regolano aspetti chiave come il controllo, la gestione e la stabilità dell’assetto societario, offrendo maggiore protezione agli interessi dei soci coinvolti. Di seguito, le principali tipologie di patti parasociali più utilizzate nelle dinamiche aziendali:

  • Patto di sindacato di voto: i soci concordano che voteranno sempre in modo unanime su determinate questioni (es. la nomina di un consiglio di amministrazione). Questo tipo di patto è finalizzato a garantire la coesione e la stabilità nella governance societaria
  • Patto di lock-up: un gruppo di soci si impegna a non vendere le proprie azioni per un determinato periodo di tempo (ad esempio prima di un evento come la quotazione in borsa) con l’intento di evitare fluttuazioni nel valore delle azioni.
  • Patto di prelazione: in base a questa tipologia un socio che decide di vendere le sue quote deve prima offrirle agli altri soci alle stesse condizioni proposte ad un potenziale acquirente esterno, garantendo così il controllo interno.
  • Patto di non concorrenza: i soci stabiliscono che non avvieranno attività in concorrenza con la società o non collaboreranno con concorrenti per un certo periodo, proteggendo così gli interessi aziendali
  • Patto di stabilità dei poteri: in una società con due soci principali si può stabilire che entrambi debbano approvare decisioni strategiche per evitare che uno solo possa prendere decisioni importanti unilateralmente.

5. Patti parasociali per Srl, SpA e Start-up: esempi concreti e differenze

Nelle Srl con molti piccoli soci si può stabilire, attraverso un patto di prelazione, che nel cedere la propria quota un socio debba prima offrirla agli altri soci per privilegiare il controllo interno.

I soci delle Srl possono inoltre siglare un patto per la distribuzione degli utili decidendo di destinare una percentuale fissa degli utili alla da reinvestire nella società, indipendentemente dalle deliberazioni dell’assemblea; questo patto viene scelto di solito per assicurare una crescita dell’azienda. Nelle Srl a gestione familiare i soci possono accordarsi per vincolare la vendita delle quote solo ai membri della famiglia, proteggendo così il controllo.

Nelle SpA gli azionisti possono, mediante un patto di sindacato di blocco, impegnarsi a non vendere le proprie azioni senza il consenso degli altri membri del patto, per evitare che un soggetto esterno acquisisca il controllo della società. Gli azionisti, soprattutto di minoranza, possono accordarsi con un patto di voto per votare compatti in assemblea e ottenere la nomina di un proprio rappresentante nel CdA.

Il patto di lock-up post IPO può invece essere siglato, in seguito a una quotazione in borsa, per vincolare gli azionisti sottoscrittori a non vendere le proprie azioni per un periodo determinato, così da evitare volatilità e instabilità sul mercato.

Si può quindi concludere dicendo che i patti nelle Srl sono spesso finalizzati a preservare il controllo interno o agevolare una gestione familiare, nelle SpA invece gli accordi vengono definiti per gestire i poteri fra gruppi di azionisti di grandi dimensioni e assicurare stabilità aziendale.

Nelle start-up i patti sono invece uno strumento fondamentale perché permettono di regolare i rapporti fra i soci con l’obiettivo di gestire situazioni tipiche di contesti in crescita e caratterizzati da un alto rischio. Sono solitamente orientati a prevenire i conflitti, attrarre investitori e a garantire una chiara direzione strategica. Le principali tipologie di patti per le start-up sono:

  • Patto di investitori: vengono con esso regolate le relazioni tra i fondatori della start-up e gli investitori esterni come i venture capital o i business angel.
  • Patto di prelazione o Co-selling: permette ai fondatori o agli investitori esistenti di avere la priorità nell’acquisto di quote vendute da altri soci o consente ai soci di minoranza di compattarsi nella vendita di azioni da parte di soci di maggioranza
  • Patto di governance: definisce le regole per la gestione e il controllo dell’azienda.
  • Patto di exit: fissa le modalità e le condizioni di uscita degli investitori o dei fondatori, i tempi e le modalità di un’IPO, una cessione o un buyout
  • Patto di non concorrenza: vincola i fondatori e i principali soci a non creare o collaborare con realtà che siano in competizione con la start-up
  • Patto per la protezione della proprietà intellettuale: stabilisce che i diritti e le innovazioni, i marchi e il know-how restino di proprietà dell’aziedna

I patti parasociali assumono un ruolo altrettanto cruciale e strategico per i gruppi societari e le holding, società che coordinano e controllano altre società. I soci possono quindi accordarsi per seguire una linea gestionale comune delle controllate (patto di coordinamento strategico), possono concordare un esercizio congiunto del controllo (patto di controllo unificato), stabilire come distribuire gli utili derivanti dalle controllate tra i soci della holding (patto di ripartizione dei proventi), possono regolare aspetti come la concorrenza, l’exit, la governance delle controllate, la stabilità finanziaria del gruppo.

6. Patti parasociali per start-up: perché sono fondamentali?

Le start-up sono imprese giovani e innovative, caratterizzate da un grande potenziale di crescita rapida e da un rischio elevato con strutture societarie agili e flessibili e rappresentano spesso il primo stadio di vita di un’azienda. In questo contesto la presenza di patti tra i soci fondatori e gli investitori può essere determinante per lo stato di salute e la crescita dell’impresa.

Questi accordi consentono di gestire il rischio e prevenire i conflitti tra le diverse anime e le diverse visioni. L’ingresso inevitabile di investitori richiede inoltre che vi sia un equilibrio tra il controllo societario operato dai fondatori e i diritti di chi investe. Chi investe, peraltro, ricerca trasparenza e sicurezza e patti parasociali ben definiti possono fare la differenza nell’attrattività di una start-up. Queste imprese si basano sull’innovazione e la proprietà intellettuale ne rappresenta spesso il cuore; questo pone la necessità di definire con chiarezza chi detiene i diritti su marchi, brevetti e know-how.

I patti sono quindi centrali in una start-up perché consentono di gestire al meglio l’incertezza e l’eterogeneità che sono connaturate a questo tipo di imprese, garantendo al tempo stesso i diritti dei fondatori e quelli degli investitori.

7. Quanto dura un patto parasociale?

I patti parasociali possono avere una durata determinata, spesso legata a un evento specifico. Il nostro codice civile prevede che nelle società per azioni i patti non possano avere durata superiore a cinque anni.

I soci sottoscrittori possono anche optare per una durata indeterminata ma in questo caso è prevista una clausola di recesso che consente ai soci di recedere con un preavviso.

Nel caso delle Srl non è previsto un limite generale e la durata viene definita dalle parti, nel rispetto delle norme generali sui contratti.

8.  Aspetti giuridici fondamentali

I patti sono a tutti gli effetti contratti soggetti alle norme generali previste dal Codice civile, vincolano soltanto i soggetti che li hanno sottoscritti, senza effetti verso terzi e verso la società. Anche in caso di durata indeterminata non possono essere perpetui.

Pur riconoscendo libertà alle parti, i patti non possono essere definiti in contrasto con le norme di legge e in conflitto con le norme statutarie o con le norme di ordine pubblico.

9. Patti parasociali e notaio: quando è necessario?

L’intervento di un notaio nella definizione di un patto parasociale non è necessario, né previsto per la validità ma vi sono alcune situazioni particolari nelle quali potrebbe essere necessario il coinvolgimento di questa figura.

I soci possono ad esempio decidere, per garantire maggiore certezza giuridica e data certa del documento, di far autenticare i patti dal notaio. Il notaio può inoltre intervenire per formalizzare e depositare i patti presso il registro delle imprese in quei casi in cui è prevista la pubblicità.

Anche nel caso in cui alcune disposizioni dei patti debbano essere integrate nello statuto per renderle vincolanti anche verso i terzi sarà necessario ricorrere al notaio per la modifica statutaria.

10. Quando un patto parasociale è nullo?

Un patto parasociale è nullo quando viola norme inderogabili di legge, l’ordine pubblico o i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico. In particolare, un patto parasociale è nullo nei seguenti casi:

  1. Contrarietà a norme imperative (art. 1418 c.c.)
    Se il contenuto del patto viola norme inderogabili, come quelle in materia di concorrenza, trasparenza societaria o tutela dei soci di minoranza.
  2. Durata superiore ai limiti di legge (per società per azioni)
    L’art. 2341-bis c.c. prevede che i patti parasociali non possano durare più di 5 anni, salvo rinnovo. Un patto con durata superiore è nullo per la parte eccedente.
  3. Violazione dell’interesse sociale o dell’autonomia degli organi societari
    Se un patto limita in modo illecito le funzioni degli amministratori o dell’assemblea.
  4. Contenuti illeciti o scopo fraudolento
    Ad esempio, se il patto serve per eludere norme societarie, fiscali o penali (es. accordi occulti di controllo o manipolazione di voto).
  5. Mancanza dei requisiti di forma nei casi previsti dalla legge
    Alcuni patti (es. quelli rilevanti per il controllo di società quotate) devono essere comunicati alla Consob o pubblicati: se manca la forma prescritta, il patto può essere nullo o inopponibile.

11. Importanza e vantaggi di una Consulenza legale professionale

La natura contrattuale dei patti e la loro importanza nel regolare i rapporti tra i soci richiedono il supporto professionale di un team legale che possa assistere i sottoscrittori in tutte le fasi e nella definizione delle clausole contenute nel patto.

Il ruolo degli avvocati è inoltre indispensabile per chiarire aspetti che potrebbero venire a definirsi tra i soci durante la vigenza del patto, per prevenire o risolvere sul nascere eventuali conflitti.

Lo Studio Legale Gobbi Negro Piazza & Partners offre ai propri clienti un servizio di consulenza e supporto legale nella definizione dei patti parasociali, mettendo a disposizione l’esperienza maturata dai propri legali nelle questioni aziendali e societarie. Un team di professionisti preparati ed esperti potrà seguire il cliente in tutte le fasi, dal primo colloquio alla sigla del patto e alla risoluzione delle controversie.

Contattaci per una consulenza in materia, ti aiuteremo a individuare la soluzione migliore.

 

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