Avvocato esperto in successioni ereditarie: tutto ciò che devi sapere

avvocato esperto in successioni ereditarie a Savona

Avvocato esperto in successioni ereditarie a Savona

La successione ereditaria è un momento delicato nel quale si mescolano aspetti emotivi e aspetti burocratico-legali che possono spiazzare le persone. Che cosa succede se vi sono aspetti poco chiari nelle disposizioni mortis causa e gli eredi temono di vedere menomati i propri diritti? La soluzione migliore è affidarsi a un legale specializzato in successioni ereditarie che saprà guidare e assistere l’erede in tutte le fasi.

Scopri chi è l’avvocato esperto in successioni ereditarie e cosa può fare per te lo Studio Legale Gobbi Negro Piazza & Partners, che vanta un team di avvocati esperti in successioni ereditarie a Savona.

1. Chi è l’avvocato esperto in successioni ereditarie e quando contattarlo

L’avvocato in questione è un civilista che si è specializzato in successioni ereditarie, quel corpus di norme racchiuso nel Libro II del Codice civile (dall’art 456 all’art. 809 c.c.) che comprende istituti giuridici propri e quelli di diritto civile declinati a seconda delle situazioni giuridiche per causa di morte. Questa figura di professionista legale possiede inoltre conoscenze e competenze anche nel campo del diritto di famiglia e del diritto notarile, aspetti rilevanti nella definizione delle successioni ereditarie.

Rivolgersi a un avvocato esperto in successioni è possibile non soltanto quando si sta già verificando un contenzioso tra gli eredi ma anche in chiave preventiva, al fine di evitare tali azioni legali.
L’apertura della successione è infatti un momento delicato e importante all’interno di una famiglia e può dare origine a diatribe legali su quanto disposto dal de cuius o, in alcuni casi, proprio perché non c’è una disposizione testamentaria.

2. Perché è importante rivolgersi a un avvocato esperto in successioni

La successione ereditaria, in presenza o assenza di un testamento, è un istituto complesso nel quale sono coinvolti i più stretti rapporti familiari che devono essere tenuti in considerazione dal de cuius nella definizione della ripartizione dei beni. Quando questo non avviene o quando uno dei congiunti avanza pretese su una porzione ereditaria possono originarsi contese legali che rischiano di essere anche molto lunghe.

Evitare i contenziosi familiari e rendere snelle tutte le procedure ereditarie è uno dei primi motivi per chiedere il supporto di un avvocato specializzato in questo campo. Il legale è infatti in grado di consigliare la strategia migliore per garantire una corretta gestione dell’asse ereditario o di tutelare il proprio assistito in una particolare istanza rispetto alle disposizioni testamentarie.
Un avvocato di questo tipo può inoltre assistere la famiglia o i singoli componenti in tutti quei casi in cui ci sono beni occultati, eredi sconosciuti o nel caso di eredità “internazionali” con assi ereditari che comprendono anche beni all’estero.

3. Il ruolo dell’avvocato prima e dopo l’apertura della successione

L’avvocato, spesso in collaborazione con un notaio o con esperti in diritto notarile, può svolgere un ruolo di consulenza nei confronti del soggetto che vuole definire una disposizione testamentaria. Il ruolo del legale in questa fase è molto importante perché ha l’obiettivo di scongiurare eventuali contenziosi tra i parenti in seguito all’apertura della successione.
Questo può essere fatto assistendo il cliente nel redigere il testamento in ossequio ai principi normativi e nel rispetto delle quote previste da essi o suggerendo di procedere a una donazione in vita a favore di un particolare erede.

Quando si apre la successione, con la morte del de cuius, l’avvocato assisterà l’erede in tutte le fasi alle quali questi è chiamato: la dichiarazione di successione, la divisione ereditaria o anche la rinuncia all’eredità stessa.

4. Quanto costa un avvocato per successione ereditaria?

La parcella di un avvocato esperto in successioni non è chiaramente fissa ma varia in base alle procedure e alla “difficoltà” del caso nel quale viene coinvolto. Una successione che dia luogo a conflitti e a contenziosi legali comporterà inevitabilmente costi più alti per l’assistito che potrà trovarsi a dover sostenere un procedimento in sede civile, spesso molto lungo.

Oltre alla parcella vanno poi considerai i costi per le pratiche amministrative e la presentazione di istanze.
In linea puramente indicativa una consulenza e un’assistenza legale in caso di un contenzioso – che solitamente dura qualche anno – possono arrivare a superare anche i 5.000 euro. Importi decisamente più bassi sono richiesti se la successione ereditaria si apre e viene gestita senza conflitti tra gli eredi.

5. La dichiarazione di successione: cosa sapere e come farla

La dichiarazione di successione è l’adempimento necessario e obbligatorio al quale gli eredi devono provvedere, al massimo entro i 12 mesi dal decesso del de cuius, per segnalare all’Agenzia delle Entrate il subentro nel patrimonio del defunto. Attraverso tale atto, di natura puramente fiscale, è possibile determinare l’ammontare delle imposte dovute come previsto dal Testo Unico delle successioni ereditarie (D.lgs 346/1990).

Sono obbligati a tale adempimento gli eredi chiamati all’eredità – a esclusione di coloro che vi hanno rinunciato – i legatari, gli immessi nel possesso dei beni ereditari, gli amministratori dell’eredità, i curatori dell’eredità giacente e gli esecutori testamentari.

Per procedere alla dichiarazione sarà necessario mettere insieme una serie di documenti: il certificato di morte, un’autocertificazione sullo stato di famiglia storico, le copie fotostatiche dei documenti di identità di tutti gli eredi e del de cuius, gli atti che certificano la provenienza delle proprietà immobiliari (precedenti testamenti, atti di acquisto, ecc.), gli atti di donazione stipulati in vita dal de cuius, i documenti tecnici (es. mappe e planimetrie catastali), due copie autentiche del testamento, le copie autentiche dei verbali di rinuncia all’eredità, le fatture dell’avvenuto pagamento delle spese funebri e delle spese mediche, documenti bancari/postali relativi a mutui esistenti, conti correnti, investimenti, libretti di risparmio, fondi di investimento, azioni, obbligazioni, attestato di eventuali ratei di invalidità civile maturati e non riscossi, dichiarazioni del datore di lavoro relativa alle indennità maturate o dichiarazione societaria inerente la titolarità di quote, verbale di eventuale apertura delle cassette di sicurezza.

La dichiarazione deve inoltre contenere una descrizione analitica dei beni e dei diritti che compongono l’attivo ereditario, le passività e gli oneri deducibili (occorrerà accludere i documenti probatori), il valore complessivo netto dell’asse ereditario, le riduzioni e le detrazioni (anche in questo caso comprovate da documenti).
L’avvocato, in questa fase, può assistere l’erede o gli eredi per radunare i documenti necessari, per richiederne alcuni e per velocizzare la pratica.

6. Accettazione e rinuncia all’eredità: come gestirle legalmente

In seguito al decesso del de cuius i chiamati all’eredità hanno la facoltà di accettare l’eredità o rinunciarvi.
L’accettazione si distingue in espressa, tacita o con beneficio di inventario. Nel primo caso l’erede fa rilevare la sua volontà attraverso un atto pubblico o una scrittura privata mentre l’accettazione sarà tacita se l’erede compirà atti dai quali si può presumere la volontà di accettare (es. presenta la dichiarazione di successione). L’accettazione con beneficio di inventario viene invece scelta quando l’erede vuole tenere separato il proprio patrimonio da quello del de cuius, cosicché possa rispondere dei debiti ereditari nei limiti del patrimonio ereditario. Quest’ultima forma è obbligatoria in caso di soggetti incapaci, minorenni e persone giuridiche.

L’erede può anche rinunciare all’eredità mediante dichiarazione scritta presso un notaio, la cancelleria del tribunale o per mezzo di un avvocato. La rinuncia è un negozio giuridico puro, revocabile e unilaterale con il quale il chiamato all’eredità dichiara di non voler subentrare nel patrimonio del de cuius perché, ad esempio, vi sono debiti che gravano sull’eredità o perché è già stato beneficiario di una donazione in vita.

7. L’impugnazione del testamento: motivi e procedure

Le cause che legittimano l’impugnazione di un testamento da parte di un erede sono:

  • Incapacità di agire dell’autore
  • Vizi di forma: testamento non scritto, scritto da altra persona, con mezzo meccanico, privo di data o firma
  • Vizi di sostanza: se la ripartizione dei beni lede le quote previste per legge o se è stato redatto sotto minaccia o con dolo altrui

L’incapacità non è soltanto quella del soggetto interdetto o inabilitato, può essere impugnato il testamento anche se la persona ha disposto del proprio patrimonio in presenza di un’incapacità anche solo temporanea: per una malattia mentale poi curata o per alterazione transitoria dovuta a farmaci. È poi da ritenersi nullo anche il testamento fatto da un minore.

Il testamento deve essere scritto a mano, deve recare al fondo la firma dell’autore e la data (giorno, mese e anno). Non può essere redatto con mezzi meccanici né affidato a una e-mail o a una pec, anche se reca la firma digitale. Allo stesso modo la calligrafia deve essere quella dell’autore, rendendo nullo un testamento scritto da terzi e soltanto firmato dall’autore.

Gli eredi possono procedere a impugnazione anche se ritengono che sia stata lesa la propria quota legittima o se, ad esempio, vi sono state donazioni in vita in favore di uno degli eredi. Così come è possibile impugnare se l’autore è stato in qualche modo coartato a redigere il testamento.

Nel caso dell’incapacità di agire e della coartazione l’onere della prova grava necessariamente su chi decide di impugnare.
I termini per l’impugnazione sono 10 anni nel caso di lesione della legittima e 5 negli altri casi. Non vi sono invece termini per impugnare un testamento viziato nella forma.

8. La divisione ereditaria: come risolvere i conflitti

Le principali cause di conflitti ereditari sono l’ambiguità del testamento, l’assenza di questo e la distribuzione iniqua dei beni. Va considerato che in tema di successione ereditaria gioca un ruolo fondamentale anche l’aspetto emotivo per via del lutto che può essere vissuto in maniera diversa a seconda degli eredi.

Un testamento poco chiaro può innescare conflitti sugli aspetti semantici o sulla reale volontà del defunto. Un’assenza di testamento apre la suddivisione in base alle quote stabilite dal Codice civile ma alcuni potrebbero comunque non essere d’accordo con tale ripartizione. I patrimoni sono poi costituiti da un insieme di beni più o meno ampio e spesso difficile da dividere equamente tra gli eredi. In altri casi, inoltre, un erede potrebbe accusare un altro di ingerenza nella redazione del testamento (ad esempio perché uno di essi è stato più vicino fisicamente al de cuius negli ultimi anni o il defunto ha sempre operato disparità di trattamento).

Il primo passo per evitare o risolvere sul nascere un conflitto ereditario è quello di scegliere dialogo e mediazione, condividendo aspettative con gli altri eredi e cercando di trovare un accordo che soddisfi tutti. Il supporto di un legale, tanto in questa fase quanto soprattutto nel caso di un’evoluzione peggiorativa dei rapporti, può essere determinante per trovare punti di contatto.
Laddove sia impossibile trovare una mediazione e un accordo tra le parti è inevitabile che il conflitto arrivi nelle aule di tribunali, con la successione ereditaria che rimane sospesa anche per molti anni.

9. Donazioni e successioni: cosa sapere per tutelarsi legalmente

La donazione non è un atto mortis causa come il testamento, bensì un contratto che viene fatto in vita da un soggetto (il donante), per puro spirito di liberalità, in favore di un beneficiario (donatario) che dovrà necessariamente accettare per perfezionare il negozio.

Può essere diretta se donante e donatario stipulano la donazione di fronte a un notaio o indiretta se, ad esempio, il donante con fondi propri acquista un bene (es. un immobile) e lo intesta al donatario.
Quando si verifica il decesso e vi è stata donazione, può verificarsi anche la collazione: cioè l’atto con il quale i donatari sono chiamati a rimettere nella massa ereditaria i beni ricevuti in donazione. Il donante può però prevedere una dispensa dalla collazione.

Se la donazione dovesse ledere i diritti degli eredi necessari o legittimari (coniuge, ascendenti e discendenti) questi potrebbero agire in giudizio per ottenere la quota legittima o esperire l’azione di riduzione delle donazioni (che dovranno essere ridotte dall’ultima risalendo via via a quelle anteriori).

10. Successioni internazionali: gestione e normativa

Le successioni ereditarie possono avere una dimensione internazionale se il de cuius viveva all’estero o se vi sono beni immobili situati al di fuori dei propri confini nazionali. Per l’Unione Europea il Regolamento 650/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio ha armonizzato le norme in materia di successioni, semplificando le procedure e facilitare la circolazione dei beni nei paesi membri.
A norma del Regolamento la legge applicabile è quella del paese in cui il de cuius aveva l’ultima residenza, salvo che non abbia espressamente scelto la legge dello Stato di cui era cittadino.

Per quanto riguarda i testamenti redatti all’estero hanno valore anche in Italia se sono rispettate le condizioni di forma previste dal Regolamento: forma scritta, sottoscrizione del de cuius in presenza di un soggetto abilitato (es. notaio) e di due testimoni.

Nel caso di una successione ereditaria extra UE
(rientrano in questo caso anche Regno Unito, Danimarca e Irlanda) il testamento redatto all’estero è valido in Italia a patto che rispetti le condizioni formali previste dalla legge italiana (forma scritta e sottoscrizione del de cuius, testimoni, ecc.) e che venga registrato anche in Italia. La legge applicabile potrà essere quella del paese in cui il de cuius ha avuto l’ultima residenza se così lo stesso ha scelto, specificandolo tramite il testamento o esprimendo comunque in forma scritta la propria volontà.

Una successione ereditaria internazionale può non essere così semplice e come tale richiede un’attenta gestione per non originare problematiche, per questo motivo è bene rivolgersi ad un legale esperto in materia che saprà guidare il processo e garantire che siano rispettate le leggi, evitando conseguenze negative per gli eredi.

11. Successioni digitali: gestire il patrimonio online del defunto

Il tema dell’eredità digitale è particolarmente dibattuto in dottrina e giurisprudenza, in quanto all’evoluzione tecnologica non si è accompagnata una altrettanto rapida azione del legislatore. La presenza di una “vita digitale” accanto a quella fisica pone tutta una serie di questioni anche in caso di successioni mortis causa.

Il patrimonio digitale può pertanto essere composto da beni di valore economico e beni privi di valore. Anche in questo caso i punti dibattuti sono tanti. Un account su un social network potrebbe essere un bene personale senza grande valore economico ma il discorso cambia se il de cuius svolgeva, attraverso esso, un’attività generante profitto come potrebbe essere quella dell’influencer. Per quanto riguarda l’accesso a tali account questo è possibile se si conoscono le credenziali del defunto ma se non si è in possesso di questi dati occorrerà fare una richiesta di accesso e tale aspetto potrebbe cadere nella successione.

Sono invece da ricomprendersi nella successione ereditaria tutti quegli aspetti che hanno un chiaro valore economico come i conti correnti online e altri cespiti “digitali”.

12. Come scegliere l’avvocato giusto per le cause ereditarie

Le successioni ereditarie restano un istituto delicato e caratterizzato da una casistica molto ampia, nel quale si fondono ragioni economiche e spesso emotive di difficile gestione.
Rivolgersi a un avvocato esperto in queste materie e che abbia dedicato la carriera all’approfondimento di queste cause resta quindi la via da privilegiare nel caso di eredità contese, poco chiare o frammentate.

Un avvocato specializzato può infatti prevenire ed evitare il sorgere di contenziosi
fornendo un’interpretazione corretta o intervenire al fianco di uno o più eredi per gestire la disputa legale che potrebbe comunque sorgere, al fine di cercare una mediazione o garantire al proprio assistito di ottenere quanto previsto dalla legge.

Contatta lo Studio Legale Gobbi e Partners per una consulenza in materia, ti aiuteremo a individuare la soluzione migliore.

 

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